Dopo sette anni di impegno, il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, grazie alla dedizione incessante della coordinatrice Annamaria Mancuso e alle 50 associazioni che ne fanno parte, ha raggiunto un traguardo straordinario: la proposta di legge, intitolata “Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche”, è stata approvata alla Camera. Il testo, che raccoglie le cinque proposte di legge presentate a novembre 2020 dai gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, ha ottenuto l’approvazione unanime della Camera con 248 voti favorevoli. Un risultato che risponde alle esigenze di quasi 4 milioni di persone che convivono con una malattia oncologica, invalidante o cronica, assicurando loro diritti e tutele fondamentali in ambito lavorativo. La legge garantisce che i lavoratori affetti da queste malattie non perdano il posto di lavoro, offrendo loro maggiore sicurezza e stabilità professionale. Una vittoria che segna una nuova era di diritti, dignità e protezione per chi affronta le sfide delle malattie gravi.
«Oggi arriva un altro importantissimo traguardo – dichiara Annamaria Mancuso, Coordinatrice del Gruppo e Presidente Salute Donna ODV – ma devo aggiungere, che è anche un mio traguardo personale: come ex malata di cancro mi sono battuta per anni con tutta me stessa dialogando con la politica. Questa proposta di legge rappresenta un passo importante, rispetto al vuoto che c’era sul diritto del malato di mantenere il suo posto di lavoro in caso di malattia prolungata. In passato, infatti, molti lavoratori, dopo il periodo di comporto di sei mesi, venivano licenziati e questa è una realtà a cui tutti abbiamo assistito, leggendo storie tristamente raccontate dai media. Oggi grazie a questo provvedimento, a fronte della retribuzione entro i primi sei mesi di assenza, per i mesi successivi il lavoratore potrà chiedere di assentarsi per ulteriori 18 mesi, senza retribuzione, ma per lo meno avendo garantito il posto di lavoro. Siamo soddisfatti che in questo modo nessuno correrà il rischio di essere licenziato dopo sei mesi di malattia. Inoltre, da non dimenticare che la PDL prevede un incremento di 10 ore di permessi retribuiti per tutti quei pazienti fragili, affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche, che sono soggetti a visite ed esami ravvicinati. Ad oggi le 18 ore annue che erano a disposizione di questi pazienti diventano 28. Tutto ciò è stato reso possibile da chi ha ascoltato la nostra voce. Ringrazio in particolare la Coordinatrice dell’Intergruppo Parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro” della scorsa legislatura, l’On. Silvana Comaroli, prima depositaria della Legge, l’On. Andrea Giaccone, relatore della legge in Commissione Lavoro e in assemblea, l’On Vanessa Cattoi, Coordinatrice dell’attuale Intergruppo, ma anche tutti gli altri partiti nelle persone degli Onorevoli Serracchiani, Gatta, Barzotti, Rizzetto e Tenerini. A loro va la nostra stima per aver dimostrato a tutti gli italiani, ai malati oncologici e cronici che quando si vuole si può e si deve lavorare insieme. Confesso che seguendo il dibattito alla Camara, ho pianto. La copertura di 20 milioni di euro annui è veramente un grande successo e un bell’inizio, ma continueremo a lavorare su questo».
La PDL prevede il diritto di fruire di un periodo di congedo, continuativo o frazionato, non superiore a 24 mesi previa prescrizione medica e di altre 10 ore annue di permesso retribuito per visite, esami strumentali e analisi emato-chimiche, cure mediche e follow up, con una copertura annua di 20 milioni di euro, consentendo ai lavoratori di gestire le proprie necessità sanitarie senza più essere penalizzati sul posto di lavoro. Inoltre, consente ai genitori con figli malati di usufruire di permessi per assistere il loro caro.
Paola Trombetta